6.6.10

Stereo Total - Baby Ouh! (2010)

genere: electro-pop
durata: 49.50

tracklist:
01. hallo damenklo
02. alaska
03. divines handtascha
04. andy warhol
05. barbe à papa
06. no controles
07. du bist gut zu vogeln
08. i wanna be a mama
09. babyboom (ohne mich)
10. lady dandy
11. illegal
12. wenn ich ein junge war
13. tour de france
14. larmes de metal
15. elles te bottent, mes bottes
16. baby ouh!
17. radio song
18. tschaikowsky and other russians

il progetto stereo total, che nasce a berlino nel 1995, è costituito da influenze e culture diverse di ogni parte d'europa, se difatti i due membri più importanti sono françoise cactus, francese, e brezel göring, tedesco, il complesso include anche membri italiani, cechi e scozzesi.
la loro ultima uscita, baby oh, si appresta ad essere uno dei dischi più 'strani' degli ultimi tempi. sebbene le sonorità si rifacciano praticamente nella loro totalità all'indie pop elettronico un po' simile agli air, le canzoni però sono tutte un po' pazze, con il cantato particolare della cactus ed i suoni atipici in sottofondo di
göring
. la forma canzone è nella maggiorparte dei casi brevissima ed essenziale, diciamo allora che le prime passate lasciano l'ascoltatore stranito.
le influenze sono molteplici, nel complesso è un mix tra i '50, i '60 ed il synth pop tipicamente eighties, nello specifico però, si possono trovare tra le righe i già citati air, ma anche giorgio moroder. negli episodi più pop, specialmente quelli cantati da göring, invece, si può trovare una facile liesone con i magnetic fields e la voce di stephin merritt (i wanna be a mama). infine, beh... beck, serge gainsbourg e chi più ne ha più ne metta.

le canzoni sono, eccetto la title track, piccole pillole intense, ma la loro diversità ed eterogeneità rende la classificazione del disco estremamente difficoltosa e la sua dimensione profonda estremamente cangiante, tuttavia non si può negare che tra le molteplici tracce ci sia qualche pezzo veramente godibile e intenso.

andy warhol, con la r alla francese (così come lo pronunciava bowie nella sua personale track dal medesimo titolo), è un pezzo che mischia un cantato quasi 'rappato' a coretti di voci bianche. la successiva barbe à papa (che rappresenta uno dei pop più ordinari del disco) è un altro episodio molto felice.
illégal invece possiede una melodia prettamente suonata che risulta accattivante, difficile resistergli.

generalmente dietro ogni traccia si nasconde sempre qualche piccola intuizione che può piacevolmente lasciare sorpresi, come la 'piccolina carina bambina signorina' di wenn ich ein junge war e le montagne, le volate e gli scatti di tour de france...

finito il primo ascolto è difficile non voler riprovare ad immergersi nel micromondo di baby ouh!, perché inutile negarlo, affascina. sebbene sia strano, sebbene sia qualcosa a cui non siamo propriamente abituati, ha la capacità di rimanerci in testa, con le sue melodie fuori dai ranghi, ma comunque estremamente funzionanti. non stiamo scoprendo nulla di particolarmente nuovo sotto il grande sole della musica, né annovereremo nulla di cose che non possiede, ma... che diamine, con questo dannato caldo estivo che ci opprime fa piacere un po' di freschezza, no?


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